Di Battista e i «nemici della Patria»: se il governo del Cambiamento utilizza il linguaggio del Ventennio





Sono il nuovo che avanza, dicono, ma il linguaggio che usano appare tutt’altro che innovativo. Alessandro di Battista si è scagliato, nel suo ultimo post su Facebook, contro i «nemici della Patria», ovvero coloro che criticano le posizione del governo giallo-verde in merito alle politiche su sicurezza, immigrazione e rapporti con la Francia. Il nuovo linguaggio del Movimento 5 Stelle, che un tempo si definiva «né di destra, né di sinistra», sembra avvicinarsi decisamente al recupero degli stereotipi linguistici del fascismo nostrano e delle nuove destre reazionarie europee e non solo. Alessandro Di Battista non è un caso isolato Da tempo il vice premier Matteo Salvini ha sdoganato nella sua nutrita pagina Instagram e Twitter gli slogan del Ventennio con, al limite, piccole modifiche che non cambiano di certo il collegamento con la dittatura di inizio secolo scorso: al «Boia chi molla» viene sostituito un hashtag di tendenza come #iononmollo e il classico «Molti nemici molto onore» viene declinato in «Tanti nemici, tanto onore». In questo giochino linguistico – che pare riesca nel suo scopo di unire le diverse anime della destra italiana – si è inserito oggi, appunto, anche Alessandro Di Battista.

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Pubblicato il: 7 Febbraio 2019

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