Giglio Group si concentra su ecommerce 4.0 e studia cessione di tutti i canali tv





Si apre il dossier m&a sui canali tv di Giglio Group, la società fondata da Alessandro Giglio e quotata al segmento Star di Borsa italiana che ieri ha annunciato un chiaro cambio di rotta del proprio modello di business, con il gruppo che si trasforma da una media company a un un cosiddetto “Worldwide Digital Enabler”, che fornisce servizi su misura B2B e B2C ai brand fashion, che vanno dalla creazione di piattaforme e-commerce, al loro collegamento con i principali marketplace lifestyle a livello mondiale fino alla gestione online dello stock  (si veda qui il comunicato stampa). Alessandro Giglio, a margine della presentazione, ha detto che auspica di trovare un partner industriale del settore media intenzionato a rilevare il controllo dei suoi canali tv per farli crescere ulteriormente, mentre lui potrebbe mantenere una quota di minoranza e concentrarsi sul business dell’ecommerce 4.0. Ma il soggetto industriale del settore in questione potrebbe a sua volta essere affiancato da un fondo nell’operazione. Lo scorso dicembre Giglio ha già ceduto il canale televisivo nazionale IBOX65 (canale 65 del digitale terrestre) a GM Comunicazione srl, società che fa riferimento agli imprenditori Marco e Giovanni Sciscione, già editore di varie reti televisive italiane nazionali (si veda qui il comunicato stampa). I canali tv che ancora fanno capo a Giglio Group sono: il canale Ibox,  dedicato alla vendita di prodotti attraverso la tv (il cosiddetto t-commerce), che nella numerazione del dtt è il 68 e fa parte di un blocco di canali musicali, tra il numero 67  Vh1 (gruppo Viacom) il numero 69 Radio Deejay (gruppo Gedi-Repubblica); il 50% di Class TV Moda Holding, joint venture con Class Editori; il canale internazionale (non visibile in italia) Nautica channel, dedicato al binomio sport&mare; e il canale cinese Giglio TV Hong Kong. Sul fronte del nuovo business, attualmente IBOX Distribution distribuisce 46 brand attraverso 78 markeplace nel mondo ed entro la fine del 2019, prevede di definire nuovi accordi con altre piattaforme online, sia per consolidare i mercati già presidiati (tra cui Usa, Russia, Cina e Australia), che per espandersi in mercati emergenti, quali America Latina, India, Emirati Arabi e Canada.

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Pubblicato il: 6 Febbraio 2019

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