
Scade in questi giorni il termine per presentare le offerte vincolanti per maison Roberto Cavalli, controllata da Clessidra sgr dal 2015, affiancato con quote di minoranza dal fondo L-GAM e dalla cinese Chow Tai Fook Entreprises Ltd, una holding con sede a Hong Kong controllata dalla famiglia Cheng (si veda altro articolo di BeBeez). L’operazione era stata condotta allora sulla base di una valutazione di 380-390 milioni di euro, per un multiplo di circa 16 volte l’ebitda del 2014, che era stato di circa 23 milioni, a fronte di ricavi per 210 milioni. Lo scorso ottobre Clessidra ha dato mandato a Rothschild per valutare possibili candidati a entrare nel capitale con una quota di minoranza per supportare il rilancio del marchio (si veda altro articolo di BeBeez), ma in realtà i fondi sarebbero anche aperti a valutare eventuali offerte per il controllo del marchio. Fondata a Firenze negli anni Settanta, Roberto Cavalli ha chiuso il 2017 con ricavi in leggero calo a 152,4 milioni di euro (dai 155,2 milioni del 2016), un ebitda negativo per 7,1 milioni, ma in netto miglioramento rispetto ai -26,2 milioni del 2016, una perdita netta in calo a 33,6 milioni (da 55,2 milioni) e una posizione finanziaria netta positiva per circa 1,2 milioni. La griffe è stata recentemente protagonista di una fase di rilancio, grazie al lavoro del nuovo direttore creativo Paul Surridge e alla strategia del ceo Giangiacomo Ferraris
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