Offerte vincolanti per Cavalli in arrivo in queste ore. Il dossier si intreccia con quello di Phillip Plein





Scade in questi giorni il termine per presentare le offerte vincolanti per maison Roberto Cavalli, controllata da Clessidra sgr dal 2015, affiancato con quote di minoranza dal fondo L-GAM e dalla cinese Chow Tai Fook Entreprises Ltd, una holding con sede a Hong Kong controllata dalla famiglia Cheng (si veda altro articolo di BeBeez). L’operazione era stata condotta allora sulla base di una valutazione di 380-390 milioni di euro, per un multiplo di circa 16 volte l’ebitda del 2014, che era stato di circa 23 milioni, a fronte di ricavi per 210 milioni. Lo scorso ottobre Clessidra ha dato mandato a Rothschild per valutare possibili candidati a entrare nel capitale con una quota di minoranza per supportare il rilancio del marchio (si veda altro articolo di BeBeez), ma in realtà i fondi sarebbero anche aperti a valutare eventuali offerte per il controllo del marchio. Fondata a Firenze negli anni Settanta, Roberto Cavalli ha chiuso il 2017 con ricavi in leggero calo a 152,4 milioni di euro (dai 155,2 milioni del 2016), un ebitda negativo per 7,1 milioni, ma in netto miglioramento rispetto ai -26,2 milioni del 2016, una perdita netta in calo a 33,6 milioni (da 55,2 milioni) e una posizione finanziaria netta positiva per circa 1,2 milioni. La griffe è stata recentemente protagonista di una fase di rilancio, grazie al lavoro del nuovo direttore creativo Paul Surridge e alla strategia del ceo Giangiacomo Ferraris

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Pubblicato il: 31 Gennaio 2019

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