
Il nanomondo è un universo abitato da oggetti dell’ordine del miliardesimo di metro. Svelato ai nostri occhi dal microscopio elettronico, ci è stato per lungo tempo inaccessibile. Penetrarvi, intervenire sulle sue parti e perfino manipolarle è qualcosa che potevamo solo immaginare. Come nel celebre film di fantascienza Viaggio allucinante di Richard Fleischer (la cui trama era stata ripresa dall’omonimo romanzo di Isaac Asimov) in cui il sommergibile Proteus e il suo equipaggio venivano miniaturizzati e iniettati nella vena di un paziente per distruggere un embolo nel suo cervello. O come nella conferenza dal titolo «There’s Plenty of Room at the Bottom» (C’è un sacco di spazio lì in fondo) durante la quale il fisico Richard Feynman parlò della possibilità di creare nanomacchine in grado di manipolare la materia su scala atomica.
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