Appalti scolastici e part-time ciclici, la pensione resta un miraggio





Nella riforma delle pensioni varata dal Governo non c’è nulla che possa sanare la discriminazione che vivono le lavoratrici degli appalti scolastici. E’ quel piccolo esercito di persone che ogni giorno si curano di garantire servizi indispensabili nelle scuole italiane: ristorazione, pulizia e ausiliariato, ma anche i servizi di assistenza ad personam; lavoratrici e lavoratori che non solo per alcuni mesi all’anno non ricevono né stipendio né indennità di disoccupazione, ma vengono anche penalizzate nell’accesso alla pensione. E’ un’amarissima constatazione quella a cui sono costretti FIsascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs: “Con ‘Quota 100’ alcune centinaia di migliaia di lavoratori, in maggioranza uomini con carriere lavorative continue, nei prossimi 3 anni avranno possibilità di lasciare anticipatamente il lavoro. Ma le lavoratrici degli appalti scolastici, così come tutti i lavoratori e le lavoratrici part time ciclici, saranno costrette a dover lavorare oltre 50 anni per maturare 40 anni di contributi utili per l’accesso alla pensione. Sarebbe bastato un intervento del Governo e del Parlamento nella legge finanziaria 2019 per evitare migliaia di contenziosi. Difficilmente le lavoratrici comprenderanno perché alle parole delle principali forze politiche del Paese ancora una volta non siano seguiti i fatti

Per leggere il resto dell’articolo devi collegarti direttamente sul sito della fonte:









Continua

Pubblicato il: 24 Gennaio 2019

Potrebbero interessarti anche»