Poca carne, molta verdura e legumi: la dieta per sfamare 10 miliardi di persone





È necessario ripensare in modo radicale all’alimentazione globale, se vogliamo evitare milioni di morti e un impatto catastrofico sul Pianeta che ci sfama: è la conclusione di un importante (e già contestatissimo) studio pubblicato il 17 gennaio sul Lancet, a firma della EAT-Lancet Commission on Food, Planet, Health, che riunisce 37 esperti di agricoltura, nutrizione e cambiamenti climatici provenienti da tutto il mondo.Attualmente, 820 milioni di persone non hanno cibo a sufficienza, mentre oltre 2 miliardi di persone sono obese o in sovrappeso, e l’incidenza globale di diabete è quasi raddoppiata negli ultimi 30 anni. Allo stesso tempo il settore della produzione alimentare è il singolo maggiore emettitore di gas serra, e principale fautore della perdita di biodiversità. Per nutrire i 10 miliardi di terrestri previsti per il 2050 i ricercatori suggeriscono una dieta… flexitariana: principalmente a base di verdura e legumi, ma che non disdegni ogni tanto proteine animali.La tavola, ribaltata. Il nucleo dello studio è la proposta di un modello di alimentazione umana che contempli circa 2500 Kcal giornaliere, il dimezzamento della quantità media di zuccheri e carne rossa, e il raddoppiamento di quella di vegetali, legumi e frutta secca. Il cambiamento più evidente sarebbe nella quantità di carne rossa “permessa” – circa 7 grammi al giorno, fino a un massimo di 14 – in pratica un hamburger a settimana, che per la maggior parte dei Paesi occidentali vorrebbe dire una riduzione da cinque a dieci volte le porzioni medie attuali.Un paio di porzioni di pesce e di pollo a settimana, poco più di un uovo ogni 7 giorni, e un bicchiere di latte al dì (250 g, o l’equivalente in peso di latte o formaggio): il resto del piatto andrebbe riempito di verdura, frutta, legumi, e pochissimi cereali o ortaggi amidacei, come la patata.

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Pubblicato il: 23 Gennaio 2019

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