
C’è qualcosa che non torna nel decreto legge che introduce reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni, approvato due giorni fa in Consiglio dei ministri. L’Istat ha individuato 1,8 milioni di famiglie in povertà assoluta che dovrebbero essere assistite con il nuovo sussidio, fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle, ma nella relazione che accompagna il dl, inviata dal Ministero del Lavoro alla Ragioneria dello Stato, ne vengono indicate solo 1,3 milioni. Ad evidenziarlo è oggi il quotidiano Repubblica (articolo di Valentina Conte) che parla di una correzione in corsa al testo da parte del governo giallo-verde, rispetto alle versioni precedenti e rispetto anche alle dichiarazioni del ministro e vicepremier Luigi Di Maio. Reddito di cittadinanza, da 1,8 a 1,3 milioni di famiglie povere Non si conoscono i motivi tecnici della correzione. Ma certamente l’accorgimento, la scomparsa di 500mila famiglie povere, consente al decreto di rientrare nei limiti di spesa previsti. I nuovi conti, con il dato di 1,3 milioni di nuclei in estrema difficoltà economica, consentono una crescita dell’assegno medio
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