
Era l’8 settembre dello scorso anno e Matteo Salvini richiamava l’intero popolo dei social ad andare sul suo profilo Facebook perché doveva aprire in mondo visione una letterina. Era l’annuncio dell’avvio di un’inchiesta nei suoi confronti per il caso della Nave Diciotti e del sequestro a bordo – senza permetterne lo sbarco – dei migranti soccorsi dalla Guardia Costiera. Quella lettera, inserita in una busta gialla e consegnata direttamente al ministro dell’Interno dai Carabinieri, era firmata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi.
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