Bonafede e i 5stelle difendono l’emendamento ‘elle’ allo spazzacorrotti: «Non salva i leghisti, è innocuo»





I retroscena politici definiscono Alfonso Bonafede come ‘infuriato’ per la storia, emersa nella giornata di ieri, dell’ormai famigerato «emendamento elle», quello che – per le persone che rivestono di fatto una carica pubblica – si possa prendere in considerazione non il reato di peculato, ma quello di indebita percezione. Con aumento della pena per i politici ma, al contempo, con la riduzione a sette anni e sei mesi dei tempi della prescrizione. Tutti, dai magistrati di Genova, passando per il presidente dell’Anac Raffaele Cantone, fino ad arrivare alle opposizioni, hanno visto in questo passaggio un escamotage per aiutare i leghisti che sono coinvolti in processi per spese pazze. Spazzacorrotti, cosa comporta l’emendamento elle Tra questi, anche il sottosegretario Edoardo Rixi, il cui ex capo di gabinetto è stato tra i firmatari dell’emendamento leghista

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Pubblicato il: 14 Gennaio 2019

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