
Il destino del reddito di cittadinanza sembra essere quello di una misura destinata alla presentazione in due versioni: quella delle parole e della propaganda politica da un lato, quella dell’aderenza alle leggi e ai bilanci dello Stato dall’altra. L’ultima retromarcia del Movimento 5 Stelle sul tema, dopo quella sull’evidente riduzione della cifra e della platea (originariamente 780 euro per 5 milioni e mezzo di italiani), riguarda l’estensione del reddito di cittadinanza agli stranieri. Reddito di cittadinanza agli stranieri, Di Maio smentito dalla bozza «Il reddito di cittadinanza sarà solo per gli italiani» – megafonava Luigi Di Maio, immediatamente applaudito da Matteo Salvini che sul ‘Prima gli italiani’ ci ha costruito una campagna elettorale intera. Evidente a tutti, già dalle prime battute di questa polemica, che il proclama non poteva essere tradotto in realtà, dal momento che c’era una forte distinzione tra le intenzioni del governo gialloverde e i dettami della Carta Costituzionale che vieta qualsiasi forma di discriminazione legata alla nazionalità per diverse misure, tra cui quelle volte al sostentamento della persona. Così, nella bozza che sta circolando sul reddito di cittadinanza e che arriverà sul tavolo del consiglio dei ministri nei prossimi giorni, ecco quel passaggio che estende la misura assistenzialistica anche ai cittadini stranieri che in Italia risiedono da più di cinque anni
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