
La demolizione e la successiva ricostruzione del Ponte Morandi sta diventando una vera e propria partita a scacchi. Da una parte il governo che – come comunicato già pochi giorni dopo il crollo del Viadotto Polcevera di Genova – aveva dato il proprio aut aut su chi sicuramente non avrebbe partecipato ai lavori per la ricostruzione; dall’altra Autostrade per l’Italia, la concessionaria di quel tratto stradale, che ora passa al contrattacco acquistando le aree strategiche della cosiddetta zona rossa. Una mossa da 20 milioni di euro, cifra spesa da Autostrade per acquisire i capannoni di sei aziende che avevano i propri capannoni all’interno della zona rossa, posta sotto quel che resta ancora in piedi del Ponte Morandi e dove sono sorti i cantieri per i lavori di demolizione del Viadotto. I terreni acquistati da Autostrade sono quelli di Ferrometal, Lamparelli, Grabarino, Acremoni, Varani, Venturi. In molti hanno visto questa acquisizione come una presa di posizione contro il governo e un bastone tra le ruote – che potrebbe tornare utile alla società concessionaria – in sede legale durante il processo.
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