
Chi osa segnalare la disumanità di alcuni algoritmi (cioè degli umani che li gestiscono) viene spesso guardato con degnazione e trattato come un reperto del passato, grossomodo collocabile in quella vasta zona grigia della storia che va dall’estinzione dei brontosauri all’apparizione di Steve Jobs. È quindi con voce dimessa, atteggiamento contrito e sguardo improntato alla massima umiltà che mi permetto di segnalare la vicenda della concessionaria d’auto trevigiana Negro. Si è vista respingere in automatico le sue pubblicità su Facebook con la seguente motivazione: «Contiene volgarità e può offendere le persone».
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