18app: polemica sul decreto "scomparso", ma il governo rassicura





Un’odissea senza fine: è quella che accompagna il varo del bonus cultura per i nati nel 2000, per quei ragazzi che (ormai nella quasi totalità dei casi, visto che l’anno volge al termine) hanno compiuto 18 anni nel corso 2018 e che dovrebbero ricevere dallo Stato 500 euro da spendere in prodotti culturali. Lo scorso 23 novembre in tanti avevano tirato un sospiro di sollievo: il ministro della Cultura Bonisoli, infatti, aveva annunciato di aver firmato il decreto che sbloccava i fondi e che (dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale, questione di un paio di settimane) l’operazione sarebbe finalmente partita. Da allora, però, più nessuna notizia. 18app, la denuncia della ‘dem’ Ascani: decreto mai arrivato alla Corte dei Conti Ma la cosa peggiore è che, se fossero vere le voci che stanno girando in queste ore, la conclusione della vicenda potrebbe essere ancora lontana. Perché la deputata del Partito Democratico Anna Ascani, la stessa che alcuni giorni prima dell’annuncio del Ministro aveva sollecitato in Parlamento una risposta chiara (dando forse la spinta decisiva alla firma del decreto), sostiene che il documento non sia ancora arrivato alla Corte dei conti e che, di fatto, sia bloccato (senza il parere della Corte non si può procedere alla pubblicazione). “Come avrete saputo – ha scritto Ascani sul gruppo Facebook 18app Community, luogo virtuale di ritrovo dei beneficiari del bonus cultura – ho scoperto che il decreto non è ancora stato inviato alla Corte dei Conti (quindi il Ministro e i parlamentari che lo sostengono hanno MENTITO).

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Pubblicato il: 7 Dicembre 2018

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