Animalisti e linguaggio: così "in bocca al lupo" diventa offensivo





LO VEDIAMO nel linguaggio quotidiano anche in Italia, dove animalismo e politically correct non sono al centro del dibattito come in Gran Bretagna. All’augurio “In bocca al lupo” sempre più spesso c’è chi risponde “viva il lupo”, perché sperare nella morte di un animale non è più eticamente accettabile. Ma se da noi chi ancora usa i detti popolari non si sente troppo in colpa nel dire “tanto va la gatta al lardo, che ci lascia lo zampino”, oppure “ho preso due piccioni con una fava”, metafore che implicano comunque la brutta fine del felino e degli uccelli, in Gran Bretagna c’è chi ha studiato l’evoluzione del linguaggio determinata dalla crescita del veganesimo e dell’animalismo e chi ne ha fatto battaglie etiche.La ricercatrice Shareena Hamzah, dell’università di Swansea, sostiene infatti che le frasi idiomatiche costruite sulla carne e prodotti animali stanno diventando obsolete perché “sono dissonanti con lo spirito della nostra epoca”.

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Pubblicato il: 5 Dicembre 2018

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