Uno scienziato cinese annuncia la nascita delle "prime bambine con il Dna modificato"





Sono nati in Cina i primi esseri umani con il Dna modificato: due gemelle che potenzialmente saranno in grado di trasmettere la stessa modifica ai loro figli, di generazione in generazione. Un intervento basato su una variante della tecnica che taglia-incolla il Dna, la Crispr, vietato negli Stati Uniti e in gran parte dei Paesi occidentali, così come è fuori dalle regole del metodo scientifico il modo in cui la notizia è stata comunicata: alla stampa prima che con la pubblicazione su una rivista scientifica.L’esperimento è stato coordinato da Jiankui He, direttore del laboratorio della Southern University of Science and Technology di Shenzhen e proprietario di due aziende biotech, che mercoledì dovrebbe intervenire a Hong Kong, nel convegno internazionale sulla tecnica dell’editing genetico. Il comitato organizzatore del convegno, intanto, oggi ha preso le distanze rilevando che ricerche del genere “dovrebbero essere affrontate con cautela” e con “autorizzazioni pubbliche”.A far discutere è anche il fatto che, su ammissione degli stessi ricercatori, sia stato impiantato in utero anche un embrione in cui la modifica non era completamente riuscita.Tanto che una delle gemelle “sembra essere un patchwork di cellule”, a detta dei ricercatori che hanno avuto accesso ad alcuni materiali dell’esperimento. La ricerca è stata condotta a partire da ovociti e spermatozoi prelevati da sette coppie di età compresa fra 22 e 38 anni e nelle quali solo gli uomini erano positivi al virus Hiv, si legge negli unici documenti accessibili, presentati al Registro cinese delle sperimentazioni cliniche e al comitato etico dell’ospedale. Da ovuli e spermatozoi sono stati ottenuti complessivamente 22 embrioni con la fecondazione in vitro.

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Pubblicato il: 26 Novembre 2018

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