
Samsung finalmente fa mea culpa per le centinaia di morti e malattie grave che hanno colpito i suoi dipendenti delle fabbriche di Suwon, qualche chilometro a sud di Seoul. «Ci scusiamo pubblicamente con i lavoratori che hanno sofferto e con le loro famiglie» ha dichiarato il co-presidente dell’azienda Kim Ki-Nam, aggiungendo che Samsung non è riuscita «a gestire correttamente i rischi per la salute nelle nostre fabbriche di semiconduttori e LCD». Samsung ammette la responsabilità delle malattie di 320 dipendenti e dei 118 decessi Nel 2007 diverse famiglie di Seoul denunciarono Samsung per non aver garantito gli standard di sicurezza nelle sue fabbriche. Secondo le accuse, sono 320 le persone che, dopo essere state assunte dalla Samsung Eletronics, hanno riscontrato gravi problemi di salute: malattie rare, aborti, malattie congenite nei figli. I dati raccontano che tra le mura della fabbrica si sono sviluppati 16 diverse tipologie di cancro, che hanno portato alla morte di 118 dipendenti. Ora Samsung, dopo dieci lunghi anni, si è finalmente scusata, e dopo l’intervento dell’Agenzia statale per il benessere del lavoro di Seoul,di un’inchiesta dei giornalisti del Washington Post e diversi comitati, ha annunciato che risarcirà le famiglie.
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