Troppe cause per pedofilia, la diocesi di Guam chiede la bancarotta





Una decisione che lascia esterrefatti, soprattutto dopo tutte le dichiarazioni, le scuse e le aperture fatte da Papa Francesco negli ultimi anni. Nonostante la volontà del Santo Padre di rendere la Chiesa Cattolica protagonista attiva nello scovare tutti gli episodi di pedofilia e molestie perpetrati dai propri sacerdoti ai danni dei minori, dagli Stati Uniti arriva una voce fuori dal coro. La diocesi di Guam, piccola isola della Micronesia sul territorio statunitense, ha chiesto la bancarotta per interrompere le azioni legali (e i risarcimenti) per le cause in corso e a carico dei rappresentanti ecclesiastici dell’isola. Questa mossa permetterà alla Chiesa Cattolica dell’isola di Guam di evitare il processo per diverse dozzine di cause per pedofilia intentate da diverse persone per molestie sessuali subite da numerosi bambini. L’obiettivo, dunque, è chiarissimo, come spiegato anche dall’avvocato Leander James che ritiene questa mossa come l’unico «percorso realistico» per risolvere le oltre 180 richieste di risarcimenti per abuso. Il deposito dell’istanza interromperà, a questo punto, le azioni legali e darà una scadenza per la presentazione dei reclami

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Pubblicato il: 7 Novembre 2018

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