
Sensibilizzare sulla balbuzie non è da intendersi solo in termini di far conoscere meglio questo disturbo, riducendone il profondo impatto sociale, ma anche promuovere una maggiore comprensione di questo fenomeno e delle sue cause; ed è questo l’obiettivo della Giornata Internazionale per la Sensibilizzazione alla Balbuzie, che ogni anno si celebra il 22 di ottobre: aiutare a conoscere meglio questo disturbo che riguarda 1 milione di italiani con un’incidenza dell’8%. Esistono diverse definizioni della balbuzie che si basano però esclusivamente sulle manifestazioni visibili del disturbo, quali arresti, ripetizioni e prolungamenti di un suono mentre si parla. Poi c’è la solitudine, la difficoltà ad esprimersi come si vorrebbe, con la conseguente autoesclusione; da bambini si è ridicolizzati e oggetto di bullismo, a scuola gli esami sono doppi e sul lavoro, o in contesti competitivi dove spesso vince la facilità nel farsi ascoltare, le frustrazioni sono costanti. Ad oggi, le teorie neuroscientifiche più recenti suggeriscono che alla base della balbuzie ci sia un malfunzionamento nel meccanismo di controllo motorio del linguaggio
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