
Il fascistometro, ormai, è sulla bocca di tutti. Una cosa è certa: ci saranno anche state delle critiche, ma l’iniziativa promossa dalla scrittrice sarda Michela Murgia e ripresa dal settimanale L’Espresso ha raggiunto l’obiettivo di far parlare di sé. E di porre, una volta di più, l’accento sulla questione del fascismo di ritorno. Questo è il risultato. Le modalità attraverso le quali si è arrivati a questo punto saranno pure discutibili (e attaccabili, specialmente da un certo tipo di stampa), ma l’effetto è stato potenzialmente devastante. Come nasce il fenomeno del fascistometro Il fascistometro non è altro che un test che Michela Murgia ha voluto inserire in appendice al suo ultimo saggio, Istruzioni per diventare fascisti
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