
Ieri pomeriggio la Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione per Tiziano Renzi, padre dell’ex presidente del Consiglio Matteo, nel caso Consip. Al termine della maxi-indagine a rischiare il processo sono l’ex ministro dello Sport Luca Lotti e altre sei persone. Marco Travaglio, nel suo editoriale su Il Fatto Quotidiano dal titolo «Era tutto vero», rivendica l’inchiesta portata avanti dal suo giornale che ha messo in luce un sistema di corruzione e scambi di informazioni, dedicando parole non dolci al padre dell’ex premier. «I fatti, a prescindere dalle decisioni del gup e poi dall’esito del processo, son quelli che abbiamo raccontato fin dal primo giorno – rivendica fieramente Travaglio nel suo editoriale -. Anche nel caso in cui Tiziano Renzi fosse davvero archiviato: gli stessi pm lo descrivono come autore di dichiarazioni ‘largamente inattendibili’, cioè come un bugiardo matricolato, che mentì loro a verbale giurando di non aver mai incontrato l’imprenditore Romeo, interessato all’appaltone Consip». Travaglio: «La procura conferma che Tiziano Renzi è un bugiardo matricolato» E poi lancia la ricostruzione portata avanti dal Fatto Quotidiano nel dicembre 2016, periodo in cui risale l’apertura delle indagini sul caso Consip, ricalcando la mano sul concetto di ‘tale padre, tale figlio’: «Anzitutto, se ha ragione la Procura di Roma che fa esultare la famiglia di Rignano ed è sempre stata additata come seria, giusta, equilibrata al contrario di quella di Napoli, non solo papà Tiziano è un bugiardo
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