
Ci sono nuove importanti rivelazioni sul caso della morte di Stefano Cucchi, il geometra romano che perse la vita il 22 ottobre 2009 durante la custodia cautelare. Un’inchiesta (di Carlo Bonini) pubblicata oggi su Repubblica spiega che furono i vertici dell’Arma dei Carabinieri, la catena di comando di Roma, generale e ufficiali, a depistare sul pestaggio del ragazzo, avvenuto nella caserma Casilina nella notte tra il 15 e il 16 ottobre. Il quotidiano precisa di aver consultato nuovi documenti ed accertato e verificato nuove circostanze. Sarebbe emersa un’operazione di manipolazione di verbali e annotazioni di servizio, di registri interni e comunicazioni all’autorità giudiziaria, che si consumò tra il 23 e il 27 ottobre. Caso Cucchi, Repubblica: l’ordine del depistaggio dai vertici dell’Arma dei Carabinieri Gli ordini furono trasmessi in via gerarchica ed ebbe il suo sigillo – spiega ancora Bonini su Repubblica – in una riunione del 30 ottobre negli uffici del generale di brigata e allora comandante provincia di Roma Vittorio Tomasone, che oggi è generale di corpo d’armata
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