
Nei pazienti con forme dolorose di neuropatia diabetica periferica si riscontrano livelli inferiori di 25OHD rispetto a quelli con forme non dolorose di questi disturbi, ai soggetti diabetici non neuropatici ed ai soggetti sani. Lo dimostra uno studio condotto su 59 soggetti che per primo è riuscito a correggere correttamente le interferenze dovute ad elementi quali luce solare stagionale ed attività fisica. Secondo l’autore Solomon Tesfaye del Royal Halamshire Hospital di Sheffield questi dati sono altamente significativi a livello clinico, in quanto la neuropatia diabetica dolorosa è stressante e disabilitante. Gli studi precedenti in materia non soltanto non avevano tenuto debito conto di questi fattori, ma spesso non avevano nemmeno distinto le forme dolorose da quelle non dolorose e, inoltre, mancavano di una valutazione dettagliata della neuropatia periferica che includesse anche la misurazione della densità neurale intraepidermica cutanea. I risultati del presente studio aprono un’area di ricerca interamente nuova: il 25% dei soggetti diabetici soffre di questi problemi, ma non ne fa nemmeno menzione al medico in quanto pensa che si tratti di una conseguenza del normale processo di invecchiamento, ma un piccolo studio aveva già portato all’osservazione aneddotica del fatto che l’integrazione della vitamina D nei pazienti con neuropatia diabetica dolorosa ha portato ad un miglioramento del dolore.
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