
(SHILPA GUPTA ‘Untitled’ 2017-2018, polymer resin, wood, 135 x 84 x 91,5 cm (detail) Photo Pat Verbruggen. Installation view YARAT Contemporary Art Space, Baku ‘SHILPA GUPTA FOR, IN YOUR TONGUE, I CAN NOT FIT’) Da oltre un ventennio Shilpa Gupta si occupa della dimensione partecipativa, interattiva e pubblica dell’arte, mappando costantemente la definizione dei confini del potere sociale e psicologico nella vita pubblica e nella memoria. Le sue opere interagiscono con il continuo potere degli apparati dello Stato repressivo, le seduzioni dell’omogeneità sociale e le idee ingannevoli del consenso pubblico abilitate dai mediorami emergenti, mettendo così in luce le aporie e le incommensurabilità nell’emergente sfera pubblica nazionale in Asia meridionale, come altrove. Artefice di una grammatica visiva d’impronta concettuale, Shilpa Gupta intreccia l’intensità della scrittura a opere complesse, che includono sculture, oggetti, performance, fotografie, disegni, video interattivi. Una certa intersoggettività che si esprime attraverso una concettuale e formalmente rispettata circolarità – un’inchiesta dialettica consistente in un simultaneo avvolgimento fisico e uno svolgimento concettuale di passaggi, persone, luoghi o pensieri – è al centro di entrambe le opere che l’artista presenta a San Gimignano. Queste esplorano la percezione umana; lo sguardo è il sottotesto: il modo in cui guardiamo gli altri, come vediamo noi stessi e come definiamo la nostra identità individuale e collettiva
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