Salvini perde le staffe: «In quel Consiglio dei ministri Conte leggeva e Di Maio scriveva»





Matteo Salvini si sta arrabbiando. Anzi, si è arrabbiato. La tensione all’interno della maggioranza di governo è deflagrata dopo le accuse della «manina» che avrebbe inserito, all’interno del testo finale del decreto fiscale, la norma per lo scudo fiscale sui fondi provenienti dall’estero. Dopo le accuse in diretta tv di Luigi Di Maio, ora è il leader della Lega a passare al contrattacco svelando un retroscena di quella lunga serata a Palazzo Chigi. «Io sentirò tutti, però inizio ad arrabbiarmi, perché in quel Consiglio dei ministri Conte leggeva e Di Maio scriveva», ha tuonato Matteo Salvini a Mezzocorona, in Trentino, nella giornata di chiusura della campagna elettorale per le provinciali. Il leader della Lega, dunque, rispedisce al mittente tutte le illazioni (o presunte tali) piovutegli addosso nelle ultime 24 ore, facendo capire che – in realtà – non ha senso lo stupore del Movimento 5 Stelle, dato che a redigere il testo è stato il proprio capo politico

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Pubblicato il: 19 Ottobre 2018

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