
Chateau d’Ax, la storica azienda di arredamento di Lentate sul Seveso, nel cuore della Brianza, ha depositato martedì 16 ottobre un’istanza di concordato preventivo con riserva al Tribunale di Monza, con l’obiettivo di presentare poi un piano di rilancio e ristrutturazione del debito che a fine 2017 era di 50 milioni. Nel testo di un volantino fatto circolare il 17 mattina tra i lavoratori in protesta fuori dall’azienda, con in calce la firma dell’amministratore delegato Angelo Rodolfi, si legge che “Chateau d’Ax ha scelto di avvalersi di questo strumento (concordato preventivo, ndr) al fine di fronteggiare la situazione di crisi finanziaria che nell’ultimo periodo ha colpito la società e di consolidare la propria struttura finanziaria e patrimoniale, così da affrontare con il migliore assetto le sfide poste dall’attuale contesto nel settore di mercato di appartenenza”. Interamente detenuta dalla famiglia Colombo, presente in azienda sia con la seconda sia con la terza generazione, Chateau d’Ax aveva ottenuto un finanziamento strutturato a 7 anni per 20 milioni di euro da un pool di banche poco meno di un anno fa, nel novembre 2017. L’operazione, allora organizzata e coordinata da Pirola Corporate Finance, aveva visto la partecipazione di Mediocredito Italiano, in qualità di banca capofila, e di UniCredit, Banco Desio, Bcc Barlassina, UBI Banca e Banco Bpm, oltre che di SACE per la conferma e l’estensione della garanzia a valere su due prestiti bilaterali. Banca Imi aveva ricoperto il ruolo di agente. Il finanziamento era stato chiesto per sostenere il piano di investimenti della società sulla rete vendita italiana, oltre che per il rafforzamento della struttura finanziaria, con conseguente ottimizzazione del profilo temporale e del relativo costo della medesima
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