Nel 2040 l’umanità vivrà di meno (ma l’Italia va in controtendenza)





Ipertensione, obesità e sovrappeso, iperglicemia, fumo, alcol e inquinamento: sono questi i nemici dell’umanità che potrebbero condurci, nel giro di un ventennio, a un netto peggioramento della salute globale. A dirlo è uno studio dell’Università di Washington pubblicato sulla rivista Lancet che ha fatto una previsione sull’aspettativa di vita in 195 Paesi nel 2040, prendendo in esame diversi scenari, più o meno catastrofici, di peggioramento dei fattori di rischio Il titolo è «Forecasting life expectancy, years of life lost, and all-cause and cause-specific mortality for 250 causes of death: reference and alternative scenarios for 2016-40 for 195 countries and territories» (previsioni su aspettativa di vita, anni di vita persi e mortalità per tutte le cause e per cause specifiche in rapporto a 250 fattori: riferimenti e scenari alternativi per gli anni 2016-40 in 195 Paesi). Aumenteranno i decessi per malattie non contagiose: diabete, disturbo polmonare cronico ostruttivo, malattia renale cronica, cancro del polmone. La mortalità prematura sarà legata a ipertensione, chili di troppo, diabete, smog e cattive abitudini come fumo e alcol.Italia al sesto postoIn Italia non ce la passiamo male: entro il 2040 ci potrebbe essere un aumento dell’aspettativa di vita media, da 82,3 anni (dato 2016 – settima posizione nella classifica globale per longevità) a 84,5 (sesto posto). Anche nel peggiore degli scenari previsti dagli studiosi americani, il nostro Paese manterrà un’aspettativa sopra gli 80 anni. Sul podio delle cause di morte saliranno le demenze, scalzando l’infarto.

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Pubblicato il: 17 Ottobre 2018

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