
La lotta alla legalità di Virginia Raggi si è incagliata tra le lancette dell’orologio. Ieri pomeriggio è arrivata la sentenza (con rito abbreviato) contro Enrico, Vincenzo e Alfredo Di Silvio, tre esponenti di una famiglia vicina al clan Casamonica, protagonisti – lo scorso 1 aprile – dell’aggressione ai danni dei titolari del Roxy Bar, un locale della capitale in zona Romanina. Condanne che sono andate dai 4 anni e 10 mesi, fino ai 3 anni e 2 mesi con l’aggravante del metodo mafioso – in attesa del processo, con rito ordinario, a carico dell’altro coinvolto nell’inchiesta, Antonio Casamonica -, ma a fare più rumore è stata l’assenza del Comune di Roma. LEGGI ANCHE > Antonio Casamonica respinge le accuse: «Ho difeso io la donna aggredita» Il Giudice per l’udienza preliminare Maria Paola Tomaselli, infatti, ha rigettato l’istanza di costituzione di parte civile da parte del Comune guidato da Virginia Raggi, per ritardo nella presentazione della domanda.
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