
I fondi di private debt con focus sull’Italia hanno raccolto 141 milioni di euro nei primi sei mesi dell’anno e ben 1,9 miliardi da inizio 2013, cioé da quanto si è aperto il mercato nel nostro paese. Il calcolo è di AIFI e Deloitte, che ieri hanno presentato i numeri del settore, precisando che la raccolta è andata in calo negli ultimi semestri, perché i fondi hanno raccolto molto tra il 2013 e il 2015, quando si è aperto il mercato. E’ ragionevole aspettarsi, però, che a partire dall’anno prossimo alcuni operatori tornino in raccolta per un nuovo fondo. In prima linea in raccolta ci sarà per esempio Fondo Italiano d’Investimento sgr, che lancerà un nuovo fondo di fondi di private debt, ha detto il presidente di AIFI Innocenzo Cipolletta, che è anche presidente dell’sgr, e che a sua volta aiuterà il lancio di nuovi fondi. D’altra parte in un mercato giovane è logico che a investire siano gli investitori istituzionali domestici, e infatti il 90% della raccolta complessiva dal 2013 a oggi è arrivata da investitori italiani, con un 24% di capitali arrivati da fondi di fondi istituzionali, in particolare dal primo Fondo di fondi di private debt di Fondo Italiano d’Investimento sgr, seguiti dalle banche (22%) e dalle assicurazioni (17%) (si veda qui la presentazione del direttore generale di AIFI, Anna Gervasoni). Sul fronte degli investimenti, gli operatori di private debt hanno messo sul piatto 448 milioni di euro (+79% dal primo semestre del 2017), spalmati su 59 sottoscrizioni (+31%) distribuite su 50 target (+56%)
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