
Per gli utility token assegnati in sede di ICO (Initial Coin Offering) ai fini Iva si applica la stessa disciplina dei voucher: l’Iva non è dovuta al momento dell’acquisto del token, ma all’atto dell’acquisto del bene o del servizio che il token incorpora. Lo stesso principio vale ai fini Ires: il valore del token è imponibile quando chi l’ha acquistato lo utilizza per fruire del bene o del servizio. Lo ha detto l’Agenzia delle Entrate, in risposta a un interpello avanzato dalla società italiana Innovitas Vitae, intenzionata a porre in essere una ICO per emettere utility token, finalizzati alla fruire dei suoi servizi per la diagnosi della infertilità inspiegata, Lo riferisce CrowdfundingBuzz. L’Agenzia delle Entrate, nel dettaglio, ricorda che i soggetti che aderiscono alle ICO acquistando token, “in sostanza, effettuano un investimento del proprio risparmio remunerato in vario modo
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