
Decine di messaggi che dirigenti del Ministero delle Infrastrutture si sono scambiati dopo il crollo del ponte Morandi a Genova sono spariti, rimossi, eliminati dagli stessi autori. È quanto emerge dall’inchiesta della Procura che deve far luce sulle responsabilità del disastro del 14 agosto e che da ieri conta 21 indagati, oltre alle società Autostrade e Spea, quest’ultima delegata al monitoraggio della rete autostradale. Le chat cancellate risalirebbero ai giorni immediatamente successivi alla tragedia del viadotto.
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