
Non si arresta nel governo il braccio di ferro sulla manovra finanziaria. Ieri il vicepremier Luigi Di Maio ha chiesto nuovamente di alzare il rapporto deficit/pil sull’esempio della Francia, che ha deciso di finanziare una riduzione delle tasse anche con una crescita del disavanzo al 2,8%. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria dal canto suo prova a resistere e lascia qualche punto decimale, a Lega e Movimento 5 Stelle concede l’1,9%, ovvero lo 0,3% in più rispetto all’obiettivo iniziale fissato dall’Italia all’1,6%. Deficit/pil: Di Maio pensa alla Francia di Macron, Tria sale dall’1,6 all’1,9% «Siamo un Paese sovrano esattamente come la Francia», sono state le parole di Di Maio, a caccia di risorse per il reddito di cittadinanza, principale promessa elettorale del M5S. «I soldi ci sono – ha detto il ministro di Lavoro e Sviluppo Economico – e si possono finalmente spendere a favore dei cittadini. Possiamo fare anche meglio di Macron, meno del 2,8%
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