
Buone notizie per l’economia globale: l’aumento di macchine, robot e algoritmi in fabbrica e in ufficio creerà quasi il doppio di posti di lavoro rispetto a quelli che andranno perduti a causa dell’innovazione. E’ quanto emerge da uno studio del World Economic Forum che stima che, entro la metà del prossimo decennio, il progresso tecnologico sarà in grado di creare 133 milioni di posti di lavoro nel mondo, compensando dunque i 75 milioni che potrebbero andare persi. Un modello già visto nella storiaLo riporta il Guardian che traccia un parallelo con altre epoche della storia economica trainate dall’innovazione. E’ il caso della rivoluzione industriale che, con l’avvento dei motori a vapore prima e dell’elettricità poi ha determinato una trasformazione del panorama lavorativo, ma anche la creazione di nuove professionalità che, con il tempo, hanno portato allo sviluppo della classe media. Un traguardo da conquistareI risultati presentati sono emersi da un sondaggio condotto dal World Economic Forum presso dirigenti aziendali di venti nazioni che rappresentano un totale di cinque milioni di lavoratori. Klaus Schwab, presidente dell’organismo economico, ha tenuto a sottolineare che i guadagni occupazionali determinati dalla tecnologia non sono una conclusione scontata.
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