
Si è scritto molto su Maurizio Cammillini, il rider pisano che giovedì 6 settembre è morto in un incidente stradale, dopo essersi schiantato con lo scooter del pub dove lavorava come rider contro un palo di via Pietrasantina. Molti giornali hanno riportato la notizia dell’incidente causato da un eccesso di velocità perché non voleva perdere, come accaduto il giorno precedente, pochi euro dovuti alle penali sul ritardo della consegna. LEGGI ANCHE > Zingaretti ha fatto una legge per i riders: «L’abbiamo inviata a Di Maio» Com’è andata la storia del rider di Pisa Maurizio Cammillini In realtà, al di là dei sensazionalismi che la notizia ha potuto provocare, su Maurizio Cammillini occorre fare una riflessione più profonda, partendo dai fatti. Innanzitutto, quelli analizzati dall’ispettorato del lavoro che sta indagando sulla sua situazione prima dello schianto fatale. L’Inail, infatti, avrebbe accertato che non aveva un regolare contratto con il pub di Lungarno Mediceo per cui lavorava. E ciò comporterebbe una sanzione dai 1500 ai 9000 euro per il gestore.
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