
Voto 6.5. Dopo un paio di romanzi di autori (almeno a me) poco noti e che non mi hanno trasmesso nulla di significativo, ho deciso di puntare su un usato sicuro, andando a leggere l’ultima fatica della Gerritisen. Devo dire che sono stato premiato da una lettura veloce, frizzante e sicuramente accattivante con buoni colpi di scena e un finale comunque non semplice da indovinare, pur se non connotata da particolare originalità. La coppia Rizzoli – Isles, cui la scrittrice si affida oramai da anni per i suoi libri (e dai cui romanzi è tratta anche una serie poliziesca in Tv), da vita ad una nuova incalzante ricerca di un feroce assassino che colpisce le sue vittime in maniera violenta, lasciando macabre firme che fanno dedurre alla detective Rizzoli la presenza di un’unica mano dietro ai delitti. Non certo secondaria, come sempre, la figura di Maura Isles, medico legale che svolge le autopsie per conto della Polizia, la quale, in un primo momento, non riesce ad appurare la causa delle morti, essendo le mutilazioni subite tutte post mortem. Molto interessante lo sviluppo del libro dove l’indagine del presente si interfaccia con un omicidio di 20 anni prima di una bambina e sul quale grava potente il personaggio della madre di Maura, la già nota (nei precedenti romanzi) serial Killer Amaltea Lang, ora rinchiusa in un penitenziario di massima sicurezza
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