La rivincita dei numeri 2: sono più ricchi e longevi dei vincitori





Può sembrare un’ovvietà, eppure non ci pensiamo mai abbastanza: chi arriva secondo, in qualsiasi specie di competizione, non è il primo, ma non è nemmeno il quarto, o il diciottesimo. Come quella dei numeri primi del famoso romanzo di Paolo Giordano, anche la solitudine del secondo è piena di senso, è un destino, una figura strana e irripetibile in quella grande danza che è la vita. Perché nel secondo, come nel centro di un’illusione ottica, convergono due immagini contraddittorie. Voglio dire che il secondo partecipa sia della natura del primo, a causa della sua prossimità alla vittoria, sia della natura dell’ultimo, perché in fin dei conti non ha vinto, e come cantavano gli Abba, the winner takes it all.

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Pubblicato il: 28 Agosto 2018

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