
Dalla revoca della concessione alla nazionalizzazione, il futuro di Autostrade per l’Italia è al centro di diverse correnti all’interno della Maggioranza di governo che fatica a trovare una linea di pensiero unica tra i propri rappresentanti. Ieri le parole di Luigi Di Maio, che hanno seguito a ruota quelle del Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, hanno fatto emergere una preoccupante confusione tra gli stessi membri dell’Esecutivo. LEGGI ANCHE > Autostrade, Di Maio detta la linea: «La nazionalizzazione è l’unica soluzione» Sulle pagine odierne del quotidiano La Stampa, Gianluca Paolucci racconta delle sette diverse versioni su come sarà il futuro di Autostrade. «Sette capriole» che la Maggioranza pentaleghista ha fatto partendo dalle reazioni a caldo subito dopo il tragico crollo del Ponte Morandi di Genova. Queste le sette ipotesi proposte dai vari Ministri e rappresentanti gialloverdi: revoca totale della concessione (regolata dal contratto), revoca parziale (riferita solamente alla gestione dell’A10), revoca con ristoro (con il risarcimento per la chiusura anticipata del contratto a favore di Atlantia), revoca senza ristoro (in base alla «giusta causa» di cui ha parlato Di Maio), esproprio (con Autostrade spogliata della concessione), nullità dell’atto (prevista dal codice, ma previa lunghi e lenti approfondimenti) e ingresso nel capitale (con Cassa depositi e prestiti)
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