
Gli stralci del verbale di una riunione tecnica tra Ministero delle Infrastrutture, Autostrade, Direzione generale di vigilanza e Provveditorato opere pubbliche – pubblicati dal settimanale L’Espresso, hanno messo in evidenza una verità alquanto scioccante: il Mit e la società di gestione Autostrade per l’Italia, già nel febbraio scorso, erano a conoscenza che i tiranti tra le pile 9 e 10 del Ponte Morandi erano in condizioni precarie. LEGGI ANCHE > Perché è crollato il Ponte Morandi? Ora ci sono tre nuovi video Al tavolo della riunione tecnica dello scorso febbraio, secondo quanto riporta L’Espresso, erano presenti almeno 7 tecnici – 5 dello Stato e 2 di Autostrade – che conoscevano l’erosione dei tiranti che – a quanto pare – hanno ceduto provocando il crollo del Ponte Morandi lo scorso 14 agosto, provocando la morte di 43 persone. «È risultato uno stato di conservazione degli stralli delle pile 9 e 10 discreto – si legge nel documento pubblicato su L’Espresso, nel capitolo dedicato alla descrizione dei difetti -. Tuttavia i risultati delle prove riflettometriche hanno evidenziato un lento trend di degrado dei cavi costituenti gli stralli (riduzione d’area totale dal 10 al 20%)»
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