Il “Decreto dignità” è legge. La Cisl: norme deficitarie e confuse





“Una legge che non mantiene ciò che promette, che si ferma a metà, non garantendo la svolta sulla partita del lavoro a tempo indeterminato ed inserendo invece elementi di forte attacco alla contrattazione in agricoltura, nel turismo e negli enti locali”. Lo afferma Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto della Cisl, dopo l’approvazione definitiva in Senato (155 voti favorevoli, 125 contrari e un astenuto) del decreto del Governo Lega-M5s che cambia le regole dei contratti a termine, delle delocalizzazioni e che reintroduce i voucher. LEGGE DEFICITARIA E CONFUSA “Il provvedimento – continua il sindacalista – presenta elementi in linea con quanto invocato dalla Cisl nella parte relativa alle delocalizzazioni, ma risulta deficitario nella materia lavoristica, dove la strada verso la vera equità resta ancora lunga e confuso per quanto concerne le misure sulla somministrazione e sulla scuola. Pesa l’occasione persa sull’incentivazione del lavoro stabile, con l’abbattimento del costo del lavoro e del cuneo fiscale

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Pubblicato il: 8 Agosto 2018

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