Ma davvero chi oggi denuncia il pericolo fascista grida ‘al lupo al lupo’ senza ragione?





di Enzo Sanna. Spuntano come funghi i commentatori e gli analisti pronti a contraddire chiunque, di sinistra e non solo, si permetta di denunciare il pericolo imminente di “regime” antidemocratico.Fa specie trovare tra le loro fila perfino qualche sedicente progressista che rilancia la tesi secondo la quale “gridare” al pericolo fascista finisca per aiutare proprio i partiti della destra, ergo, ne consegue che, stando zitti e lasciando fare, il rischio cesserà come d’incanto e, perché no, dando loro anche un bacino sulle guance tutto finirà a tarallucci e vino. Qui, una risatina amara è concessa. Dunque, la domanda è: “Ma davvero chi oggi denuncia il pericolo fascista grida ‘al lupo al lupo’ senza ragione?” Scostandosi un attimo dalla sterile e inconcludente polemica di parte, vediamo di comporre un quadro coerente della situazione oggettiva nella quale stiamo vivendo: progressivo impoverimento delle classi lavoratrici, siano dipendenti come anche artigiani o commercianti, e persino lavoratori autonomi; aumento smisurato della fascia di povertà, concentrazione della ricchezza in sempre meno individui, precarizzazione del lavoro e abbattimento progressivo dei diritti del lavoratore, affossamento dell’istruzione a qualsiasi livello, sanità pubblica messa in ginocchio, bava dei governanti sui pensionati INPS sempre più esposti a ipotesi di esproprio non certo “proletario” (e non ci si riferisce alle super pensioni). A ben vedere, un solo elemento differenzia il quadro descritto sopra dalla “Repubblica di Weimar” che diede la stura al nazismo: l’inflazione.

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Pubblicato il: 2 Agosto 2018

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