
di Stefano Rizzi. “Forza Italia è stata sempre e soltanto la proiezione politica di un uomo, Silvio Berlusconi”.Con questo, professor Meluzzi, vuol dire che a declino corrisponde declino? Insomma anche per il partito si profila il viale del tramonto, come del resto l’esito del voto e ancor più i sondaggi sembrano confermare? “Il partito, dal 94 ad oggi, ha seguito passo passo l’evoluzione o l’involuzione delle necessità e della vitalità del capo, compreso questo ultimo passaggio”. Napoletano di nascita, cresciuto a Torino, psichiatra e un sacco di altre cose, spesso in apparente o reale contraddizione tra di loro: Alessandro Meluzzi è massone e poi diacono, poi ancora vescovo della chiesa greco-melchita, comunista nel vivaio di via Chiesa della Salute dove sono cresciuti Piero Fassino e Sergio Chiamparino, avversario vincente di quest’ultimo nelle lista di Forza Italia delle origini che lo portò in Parlamento eletto nella roccaforte della sinistra che era Mirafiori, poi l’Udr di Francesco Cossiga, transito nei Verdi, poi con Clemente Mastella nell’Udeur, e nei mesi scorsi fondatore del Pai, il Partito anti islamizzazione, di cui si sono perse le tracce prima che muovesse i primi passi. E adesso, sovranista convinto, giusto?
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