
Sono state 179.536 le esecuzioni immobiliari esperite su base annua in tutta Italia nei primi sei mesi del 2018, in aumento del 39% sullo stesso periodo del 2017, per un controvalore di immobili a base d’asta pari a oltre 26 miliardi di euro. E la stima è che si possa finire l’anno a quota 296 mila esecuzioni, in aumento del 26% dalle 234.340 le esecuzioni esperite nell’intero 2017 per un controvalore complessivo di 30,26 miliardi (si veda altro articolo di BeBeez). I dati sono stati presentati lo scorso 10 luglio dal presidente di Astasy, Mirko Frigerio, in occasione del suo intervento al Caffé di BeBeez sugli Npl immobiliari (si veda qui il video del Caffé), che ha precisato che quelle aste si riferiscono a immobili i cui crediti sottostanti sono diventati Npl 50-60 mesi prima, perché questi sono i tempi medi delle procedure per arrivare poi effettivamente in asta e che quindi stiamo parlando di Npl dal 2006 al 2010. Come sempre, la maggior parte delle esecuzioni è concentrata in Nord Italia, dove ci sono più residenti, con la Lombardia al primo posto con 36.203 esecuzioni, e a fare la parte del leone sono sempre gli immobili residenziali: ben 107.799 unità in asta sono stati infatti immobili residenziali. E questo perché la finanza utilizzata per favorire la massa negozi e uffici, capannoni industriali e commerciali artigianali non è stata rappresentata da mutui ipotecari, bensì da leasing che a oggi detengono gli immobili in ripossesso e che sono quindi oggetto di vendita a libero mercato e non soggetto all’esecuzione immobiliare. Come sempre, infine, la maggior parte delle esecuzioni immobiliari è costituita dai cosiddetti small ticket, cioé crediti concessi su valori nominali dei beni posti a garanzia, che non superano i 250 mila euro.
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