
Non c’è ancora una spiegazione ufficiale da parte della guardia costiera libica in merito al recupero della Open Arms di una superstite e due cadaveri dopo un naufragio a largo della Libia. Non esiste, perché l’operazione di salvataggio a cui inizialmente i militari libici hanno fatto riferimento (quello relativo al salvataggio di almeno 150 migranti) è differente rispetto all’operazione che sarebbe avvenuta nel gommone su cui viaggiava invece Josepha. Se la versione della ong spagnola venisse confermata dai fatti non sarebbe la prima volta che la guardia costiera libica incappa in errori creando perdite di vite umane. LEGGI ANCHE > Il racconto della giornalista Nadja Kriewald che non può smentire Open Arms Tutti ricordano cosa accadde il 6 novembre 2017, quando una nave della Sea Watch ricevette una chiamata dal Centro di coordinamento del soccorso marittimo di Roma.
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