
Richieste imbarazzanti e dove trovarle. Ora un luogo c’è e si tratta di Meda, comune lombardo in provincia di Monza. Fuori la porta d’ingresso del Presst – presidio socio-sanitario territoriale – di via dell’Indipendenza è apparso un cartello che invita i pazienti a portare da casa creme, cerotti e garze per poter usufruire di alcune prestazioni mediche da svolgere all’interno dell’ambulatorio. LEGGI ANCHE > Una garza nell’addome dopo il parto, 33 anni fa: il processo è ancora in corso «Dal 1° luglio – si legge sul contestato cartello del Presst di Meda -, per le prestazioni infermieristiche elencate di seguito viene chiesto un contributo economico: 3 euro per le iniezioni intramuscolari e sottocutanee, 20 per il lavaggio auricolare con rimozione del cerume. Per tutte le altre prestazioni infermieristiche (medicazioni, rimozione punti, cateterismi vescicali, bendaggi) nulla è dovuto in termini economici, anche se è gradito un contributo in materiale sanitario (cerotti, creme, garze)». Cerotti e garze da casa, l’economia creativa del Presst di Meda La motivazione della richiesta è molto semplice: mancano i fondi ed è necessario trovare un modo per reperirli o ridurre le spese
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