Antiriciclaggio, la nuova direttiva Ue assoggetta anche le piattaforme di exchange di criptovalute





La Quinta Direttiva Antiriciclaggio dell’Unione Europea, entrata in vigore lo scorso 9 luglio (ma che gli stati membri dovranno recepire nelle rispettive normative nazionali entro il 10 gennaio 2020), oltre a combattere in maniera più efficace riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo, darà vita anche a una nuova struttura giuridica che permetterà alle autorità finanziarie di regolamentare le criptovalute. Lo sottolinea Crowdfundingbuzz, evidenziando che un passaggio del comunicato stampa diffuso dalla Commissione Ue precisa che le nuove regole imporranno requisiti di trasparenza più severi per i “pagamenti anonimi tramite carte prepagate, comprese le piattaforme di scambio di valute virtuali” cioé le piattaforme di exchange di criptovalute e quindi in ultima analisi va a riguardare anche i soggetti che lanciano le ICOs. In un factsheet specifico, la Commissione spiega che la nuova direttiva estenderà le regole antiriciclaggio e contro il finanziamento del terrorismo ai soggetti che forniscono servizi che consistono nel detenere, conservare e trasferire criptovalute, ai soggetti che forniscono simili a quelli forniti dai revisori, commercialisti e consulenti fiscali che sono già soggetti alla Quarta direttiva antiriciclaggio e appunto ai soggetti che trattano opere d’arte. Tutti questi attori dovranno identificare i loro clienti e segnalare eventuali attività sospette alle unità di informazione finanziaria (sul tema si veda anche il video del Caffé di BeBeez dell’ottobre 2017).

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Pubblicato il: 18 Luglio 2018

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