
Un quadro di Franz Ludwig Catel rappresentante il tempio della concordia di Agrigento del 1820 La denominazione errata del tempio della concordia deriva da un’iscrizione sulla concordia degli agrigentini (Concordiae Agrigentinorum sacrum) trovata nei pressi del tempio ma ad esso non pertinente. Fu eretto tra il 440 ed il 430 a.C. in calcarenite locale. Il tempio è periptero esastillo con tredici colonne sui lati lunghi alte 6,72 metri che poggiano su uno stilobate che misura 16,92 x 29,44 metri, il quale è sostenuto da un basamento di quattro gradini (crepidoma). All’interno era suddiviso in tre vani: la cella centrale che era preceduta da un pronao e seguita da un opistodomo, entrambi con due colonne tra ante; ai lati dell’ingresso della cella vi erano le scale che consentivano di accedere al letto
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