
La quota di crediti in sofferenza garantiti sui libri delle banche sta crescendo così come quella dei crediti verso le aziende, che sono quindi le controparti più importanti delle banche nel momento in cui devono cercare di rientrare dalle loro esposizioni e quindi forzare la vendita degli immobili dati a garanzia, nel caso in cui non sia possibile trovare una soluzione stragiudiziale. Il dato emerge dall’ultimo report sul mercato dei crediti deteriorati pubblicato nei giorni scorsi da PwC (e se ne parlerà in occasione del Caffé di BeBeez del prossimo 10 luglio). Sul totale di 165 miliardi di euro lordi di Npl a fine 2017, infatti, il 50% aveva una garanzia (era secured) dal 48% a fine 2017, procedendo in un trend costante dal 2008, quando quella percentuale era soltanto del 36%. Di quella quota di Npl secured a fine 2017, il 66% risulta essere nei confronti di aziende, il 24% nei confronti di microimprese e artigiani, l’8% verso privati per crediti al consumo e il 2% verso altri soggetti, come pubblica amministrazione e soggetti finanziari
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