La terra dell’abbastanza: la recensione del film dei Fratelli d’Innocenzo





La terra dell’abbastanza è il film d’esordio dei dei Fratelli d’Innocenzo, Damiano e Fabio, presentata alla scorsa edizione della Berlinale. La terra dell’abbastanza: la sinossi Manolo (Andrea Carpenzano) e Mirko (Matteo Olivetti) sono due ragazzi di borgata che, in una notte di innocui bagordi, investono fatalmente un pedone che cammina sul ciglio buio della carreggiata. Sembra che l’unica cosa da fare sia costituirsi, ma forse il padre di Manolo (Max Tortora) eviterà loro conseguenze giudiziarie, indirizzandoli su una via alternativa, decisamente più oscura, da cui uscire forse è impossibile. Il padre di Manolo infatti viene a sapere che hanno ucciso un delatore che si nascondeva dalla criminalità locale: un’occasione perfetta per rivendicare l’omicidio e fare strada nella malavita. La terra dell’abbastanza: le nostre impressioni Ha inizio così l’ottimo thriller di periferia che rappresenta l’esordio dei talentuosissimi Fratelli d’Innocenzo (Damiano e Fabio) presentato con scrosci di applausi all’ultimo Festival di Berlino.

Per leggere il resto dell’articolo devi collegarti direttamente sul sito della fonte:









Continua

Pubblicato il: 10 Giugno 2018

Potrebbero interessarti anche»