
TRAPPOLE E PAROLE Vivere come mira nel buco di una tazza da ingollare. Avidamente vivere come l’acciarino secco e del mare, incrostato suono adula dietro a quel monte una cartolina nel vuoto che di storia s’ingromma! E quel sonnifero che schernisce i sensi, che intorpidisce l’anima quando vita si defila col becco da santarellino. O quando i gelsi, cadono sul marciapiede e ad uno ad uno, lesti si sparpagliano… e lentamente… * E l’aver imparato ad ascoltare i suoni quando nell’orecchio si strofinano: suoni modellati o insulti appesi ai ganci, fino a farli sanguinare! E l’aver capito come rovesciare un’anima da imbarcazione, che si dimena nella rissa delle onde, come grappoli gonfiati di pesci sull’orlo d’un ragno e la sua rete, è pensiero sanguinante che sul ventre s’aggroviglia, …e che cadenzata scende. * Vocabolario nel suo mucchio fertile e selvaggio, di parole al mercurocromo e in dono, i sospiri d’un pensiero che resiste persino in uno scafo
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