
Benché non se ne parli già più, vorrei sottoporvi il destino di uno stimato professore di diritto, uno che fino alla settimana scorsa non aveva una pagina di Wikipedia a suo nome e che dalla sera alla mattina si è ritrovato sotto i riflettori della curiosità senza neanche avere ucciso qualcuno. Era stato candidato a presiedere il governo. E non un governo qualsiasi, ma un gabinetto rivoluzionario, che quasi stonava con la sua faccia mite. L’uomo invisibile, che fino al giorno prima girava in Jaguar e veniva riconosciuto al massimo dagli autovelox, finisce scaraventato dentro un luna park emotivo di cui fanno parte l’assedio dei giornalisti, i saluti irrigiditi dei corazzieri e i viaggi estenuanti su taxi scortati. La Jaguar, inadatta a questi tempi ipocriti, viene occultata prudentemente in garage, ma la sua vita, fin qui ignota ai più, diventa oggetto di attenzioni morbose. I ritocchi migliorativi del suo curriculum trovano spazio sul New York Times e Fiorello lo imita (benissimo) alla radio
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