Fenomenologia del Giro d’Italia





Ha più anni della Repubblica (101), ha subìto pure processi («Alla Tappa!»), ma non è mai rimasto senza leader (della corsa).Solo al Giro non è stato necessario introdurre le quote rosa perché qui basta la “maglia” a fare sentire le donne parte del gioco. “Rosa” come le labbra che mandano baci ai corridori, “rosa” come il sole quando a sera si esaurisce e la gara si conclude. È solo allora che i ciclisti si separano dalle loro biciclette come fanno gli amanti dopo l’amplesso.E dunque riparte anche quest’anno il Giro d’Italia perché al contrario del governo, che non si riesce a formare, nel ciclismo la crisi si prova a risolvere con una fuga. Questo è lo sport dove l’incoscienza viene prima del calcolo, dove il coraggio prevede l’insuccesso e l’insicurezza si prova ad aggirare con la sfrontatezza. Anche al Giro ci sono mandati esplorativi, come quelli che Sergio Mattarella ha affidato ai presidenti del Senato e della Camera. Ma a differenza della politica, qui, l’esploratore prepara la strada al capitano, al vero protagonista, che attende il suo momento, si “stacca” dal gruppo e si mette alla testa

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Pubblicato il: 15 Maggio 2018

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